Melissa e Giacomo, giovani pugili delle Fiamme Azzurre

Nov

11

2025
Melissa e Giacomo, giovani pugili delle Fiamme Azzurre
Melissa e Giacomo, giovani pugili delle Fiamme Azzurre

 

La storia delle Fiamme Azzurre inizia su impulso dell’indimenticato campione olimpico dei 200 mt  Pietro Mennea, che insieme al magistrato Raffaele Condemi, appassionato di sport e vicino alla Polizia Penitenziaria, si impegna profondamente per la costituzione del gruppo sportivo del Corpo della Polizia penitenziaria, che avviene con decreto del 25 luglio 1983 dell’allora ministro di Grazia e Giustizia Clelio Darida.

Ma come si diventa una Fiamma Azzurra?

Il Consiglio direttivo del Corpo indice un “concorso pubblico per titoli sportivi”, definendo i posti disponibili nelle discipline che ritenga di interesse per la crescita del Gruppo sportivo. Il curriculum dei candidati viene vagliato da una commissione che conferisce un punteggio a ogni titolo sportivo e stila una graduatoria. Gli atleti idonei vengono quindi convocati per la visita medica, identica in tutto a quella che sostengono i candidati per l’ammissione alla Polizia Penitenziaria. Secondo step della selezione è la prova psico-attitudinale, durante la quale gli esaminatori valutano la capacità individuale a unirsi non solo al gruppo sportivo, ma anche al Corpo. Superata l’ultima fase si è ammessi alle Fiamme azzurre. Non è però l’unico modo per vestire la maglia azzurra. La porta è infatti aperta anche a chi sia già arruolato nel Corpo della Polizia penitenziaria e risulti in possesso dei requisiti sportivi richiesti. Tutti gli atleti delle Fiamme azzurre sono agenti di Polizia Penitenziaria e costituiscono l’1%  del personale del Corpo; l’unica differenza è che la loro prestazione lavorativa è fatta di costante allenamento, sotto la supervisione dei tecnici del Gruppo sportivo. Al termine della carriera sportiva verranno inseriti nei ruoli del Corpo come amministrativi o assegnati al servizio attivo se lo chiederanno.

Il 16 ottobre 2025 la famiglia delle Fiamme azzurre si è ingrandita di 28 nuovi giovani atleti per le diverse discipline. Ora gli atleti inseriti nei ranghi del Corpo sono 159, di cui 10 paralimpici, e oggi vi presentiamo due nuove carriere che stanno prendendo forma.

GNews ha intervistato due atleti della “nobile arte”. Il binomio pugilato e Fiamme azzurre si legge Clemente Russo, senza dimenticare però Vincenzo Mangiacaprecre.Il plurimedagliato atleta casertano, campione del mondo dei dilettanti a Chicago 2007 e Almaty 2013 e vicecampione olimpico a Pechino 2008 e a Londra 2012, si è unito alle Fiamme azzurre nel 2012 e dal 2021 è diventato il  direttore tecnico. Dal 2025 è anche tecnico responsabile della Nazionale di pugilato dell’Italia. Sotto la sua guida tecnica si alleneranno i nuovi arrivi: Melissa Gemini, nata l’8 giugno del 2002 a Viterbo e Giacomo Giannotti, nato il 31 gennaio del 2001 a Reggio Emilia.

La passione per il pugilato, racconta Melissa, nasce in famiglia, ed é grazie al padre infatti che inizia a seguire gli incontri. Così, sarà naturale a 13 anni propendere per la “nobile arte”. Per Giacomo invece la vocazione è più matura, aveva già 18 anni nel 2019, ma “la passione divampa subito e dal primo giorno di allenamento in palestra al primo combattimento sul ring passano solo 4 mesi”. I primi successi per entrambi sono quasi immediati: Melissa dopo la convocazione in nazionale nel 2018, a soli 16 anni, diventa campionessa europea 2019 e 3 volte medaglia di bronzo ai Campionati europei 2018 – 2022 – 2023; Giacomo invece riceve la convocazione in nazionale dopo un primo titolo italiano, che poi replicherà, diventando quattro volte Campione Italiano Assoluto Cat. 64 K e medaglia d’oro al Torneo Internazionale “Les Ceintures” 2024.

Dietro la passione per il pugilato, per entrambi si intuisce l’appoggio della famiglia, ma anche un’attitudine al sacrificio in termini di dieta alimentare e di allenamenti, di almeno 4 h al giorno. Giacomo del pugilato apprezza “la disciplina che impone a chi lo pratica anche in termini di crescita caratteriale trattandosi di una disciplina individuale e sul ring si è da soli”; per Melissa invece è tutta una “questione di sfide e obiettivi che ci si pone e impegnarsi per raggiungerli”.

Punto di riferimento per la loro carriera non poteva che essere l’incontro con Clemente Russo, loro coach sia nella nazionale che nel team Fiamme azzurre. La capacità dell’ex pugile casertano di trasmettere passione ed esperienza è stata fondamentale per la crescita dei due giovani atleti. Melissa e Giacomo condividono obiettivi e sogni da realizzare: partecipare alle Olimpiadi e arrivare a medaglia. Per raggiungere la qualificazione alle prossime Olimpiadi di Los Angeles 2028 però  ci sono prima gli Europei, i Giochi del mediterraneo e i Mondiali. La volontà di “lasciare un segno in questa disciplina” – come si propone Melissa – con la casacca delle Fiamme azzurre è forte, ma passa per gli allenamenti sia in giro per l’Italia nei centri federali, sia nella palestra della propria città.

La possibilità di allenarsi dove si abita senza spostamenti è stata una delle motivazioni che hanno spinto Giacomo a unirsi alle Fiamme azzurre, perché in questo modo riesce a “focalizzarsi sugli allenamenti e sulla sua performance nelle competizioni”. Nella visione di Melissa la scelta di vestire la maglia azzurra è data dalla “condivisione dei valori che aveva notato negli atleti azzurri ancora quando non era nel Corpo: serietà, impegno e disciplina”. Questi sono i valori che le consentono di allenarsi per due settimane consecutive e di tornare dagli affetti solo una settimana, per poi ritornare ad allenarsi.