Al G7 di Parigi presentato progetto della Polizia penitenziaria
Oct
29
2026
Dal 27 al 29 ottobre 2026, nell’ambito dei lavori del G7 Gruppo Roma-Lione, la Polizia penitenziaria ha portato al centro dell’agenda internazionale della sicurezza il ruolo strategico dell’intelligence negli istituti di pena. Nel corso della riunione dei capi delegazione svoltasi a Parigi è stato infatti presentato il progetto “Il ruolo dell’intelligence nell’esecuzione penale per la prevenzione e il contrasto alla criminalità organizzata all’interno degli istituti penitenziari”, sviluppato in seno al Law Enforcement Practitioners Sub-Group (LEPSG).
L’iniziativa – avviata nel novembre 2023 da un’intuizione del direttore generale delle Specialità Augusto Zaccariello, Project Leader del gruppo di lavoro – rappresenta un punto di svolta e un’esperienza pionieristica per il Corpo di polizia penitenziaria. Si tratta della prima analisi organica a livello multilaterale rivolta a esplorare come l’attività informativa e di analisi nei contesti detentivi possa prevenire e disarticolare le reti criminali.
Sotto la supervisione del primo dirigente Giovanna Zaccari (Project Supervisor), la gestione operativa e l’attuazione del progetto sono state curate dal commissario capo Filippo La Legname, Focal Point della Polizia penitenziaria presso l’Ufficio per il Coordinamento e la Pianificazione delle Forze di polizia - Servizio Relazioni Internazionali – Divisione Affari Multilaterali. Su delega diretta del direttore generale Zaccariello, il commissario capo ha presenziato ai lavori di Parigi, illustrando i risultati dell'indagine alla platea internazionale.
Il lavoro di ricerca ha fatto perno su un questionario di 18 quesiti (incentrato su dati non sensibili e non classificati) somministrato ai Paesi partner, consentendo di confrontare i diversi modelli giuridici, le capacità di analisi, la cooperazione tra istituzioni e i percorsi formativi. L’analisi ha acceso i riflettori sulle sfide tecnologiche più avanzate, come l'impiego di droni, l'uso di comunicazioni cifrate e le nuove piattaforme digitali, senza tralasciare i canali tradizionali di introduzione di materiale illecito nelle carceri e la capacità della criminalità organizzata di tentare in ogni modo di mantenere relazioni, impartire direttive e influenzare attività illecite.
I lavori parigini hanno confermato la necessità di fare rete: formazione congiunta, scambi di esperienze sul campo, analisi periodiche e condivisione di valutazioni strategiche sono stati individuati come i pilastri per colmare le vulnerabilità tecnologiche e organizzative, nel pieno rispetto delle garanzie di legge dei singoli ordinamenti.
Con la presentazione di Parigi, il Corpo di polizia penitenziaria consolida la propria leadership nel panorama della sicurezza globale, ponendo le basi per nuove best practices e confermando come l’intelligence penitenziaria sia ormai una leva imprescindibile per anticipare ed ostacolare le evoluzioni della criminalità organizzata.
