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Ice Sports

Ghiaccio, pioggia di medaglie sulle Fiamme Azzurre

Jan

28

2013
carolina
carolina

Certe volte è la realtà a dimostrarsi migliore dei sogni: Carolina Kostner campionessa per la quinta volta, entrambe al bronzo le coppie nella danza, anna e luca8Anna Cappellini-Luca Lanotte, come nell’artistico, 1.berton-hotarek2012Stefania Berton-Ondrej Hotarek. Zagabria 2013 ci ha regalato emozioni e soddisfazioni impensabili ed ha confermato le ragioni di una scelta: quella di puntare – primi tra tutti i Gruppi sportivi istituzionali – su una disciplina tanto popolare quanto lontana nell’immaginario collettivo da un servizio pubblico “in divisa”. Ora possiamo dire che avevamo ragione noi: questi Campionati Europei sulla pista della “Dom Sportova” (23/26 gennaio) ci hanno portato ai vertici internazionali in tutte le specialità nelle quali eravamo presenti e l’immagine del soggetto-guida del movimento, della nazionale azzurra più forte di sempre, è un volano che si dimostra via via più convincente. I riconoscimenti ricevuti in diretta televisiva dalle commentatrici di Rai Sport (un modello di professionalità) e dalla firma più importante della stampa scritta nel settore, quella di Andrea Buongiovanni sulla Gazzetta dello Sport, ripagano le Fiamme Azzurre e il loro impegno, che si riflette su tutto il Corpo di Polizia Penitenziaria.

Detto dei sentimenti generali all’indomani di questi indimenticabili Europei in Croazia, giusto riportarsi al dato di cronaca e alle implicazioni tecniche: perché un oro e i due bronzi (che poi sono quattro) diventano un patrimonio immenso per il pattinaggio su ghiaccio nel suo complesso.

Tre podi, ognuno con un sapore diverso. Il primo, il bronzo di Stefy e Ondra, ha connotati storici: perché quella delle coppie di artistico era l’unica specialità del programma che non aveva mai visto un italiano in medaglia. Incredibile che ci siano riusciti due ragazzi che avevano deciso solo tre stagioni or sono di unire gli sforzi e le loro carriere, dopo un esordio nel singolo che - soprattutto per Stefania Berton - aveva portato anche discrete soddisfazioni. Ultimi arrivati in Fiamme Azzurre, i due hanno subito colto il senso del nostro impegno: serietà, determinazione, spirito di gruppo. E i progressi sono arrivati con una rapidità che, sinceramente, anche noi non ci aspettavamo: in due stagioni la vicentina e il neo-azzurro moravo di nascita hanno recepito gli insegnamenti di un tecnico di grandissima umanità ed esperienza come Franca Bianconi. Il Gruppo Sportivo ha risposto puntualmente alle loro esigenze, prestando il supporto di un preparatore atletico di grandi capacità come l’ex marciatore plurititolato Gianni Perricelli: e così è nato uno staff di prim’ordine, che ha contribuito a questo splendido bronzo. E a tre nuovi record nazionali sul ghiaccio di Zagabria: 64.28 nel “corto”, 123.17 nel “libero” e 187.45 nel totale, cifre di una crescita esponenziale in questi ultimi mesi. Un’interpretazione coinvolgente ha fatto la differenza e ha portato Stefy e Ondra sul podio, dietro mostri sacri come i campioni europei uscenti – i russi Volosozhar-Trankov (212.45) – e i campioni mondiali in carica – i tedeschi Savchenko-Szolkowy (205.24) – ossia il meglio del meglio.<br>Poi è arrivata la medaglia di Anna Cappellini e Luca Lanotte: il bronzo della maturità, si potrebbe dire, e anche un alloro che si inserisce nel solco di una tradizione che in casa azzurra è nata con Fusarpoli-Margaglio e poi ha espresso un’altra coppia di eccellenza mondiale come Faiella-Scali. Ora ci sono i due lombardi delle Fiamme Azzurre, che lo scorso anno a Sheffield avevano mancato il podio per appena 3/100 di punto, una vera beffa, ed ora invece hanno lottato addirittura per l’oro o l’argento, che si sono posizionati appena 3 o 4 punti oltre il loro nuovo personale di 165.80 (corredato dal PB nel “corto”, 66.53, mentre la Carmen del “libero” ha fruttato 99.27, molto vicino ai 99.53 della recente finale dell’Isu Grand Prix a Sochi). Davanti a loro, in assenza dei francesi Pechalat-Bourzat, due coppie russe: Bobrova-Soloviev (169.25) e Ilinykh-Katsalapov (169.14).

Infine l’oro di Carolina Kostner, il quinto europeo della sua inimitabile carriera eppure – anche a sentir lei – uno dei più sofferti. La scuola russa ha infatti schierato due talenti giovanissimi, le sedicenni Adelina Sotnikova ed Elizaveta Tuktamysheva, espressioni dei centri tecnici più importanti del loro paese, quelli di Mosca e di San Pietroburgo. Le due ragazze hanno dimostrato eccezionali capacità tecniche ed acrobatiche, primeggiando rispettivamente nello “short program” e nel “free skating”: ma, alla resa dei conti, quello che ha fatto la differenza è stata la straordinaria valenza artistica di Carolina, esaltata dalla sua memorabile interpretazione del Bolero di Ravel (una scelta musicale che ha portato nel passato grandi successi, ma anche difficoltà enormi). E’ stata la miglior Caro di sempre nel “libero” (130.52) e nel totale (194.71, meglio addirittura del punteggio mondiale di Nizza 2012), mentre nel “corto” il 64.19 della gardenese si spiega anche con un incertezza sul triplo-toeloop nella combinazione centrale del suo esercizio: ma c’è voluta tutta la sua voglia di vincere per avere la meglio sui punteggi eccellenti della Sotnikova (193.99) e della Tuktamysheva (188.85), a riprova di un livello tecnico mai toccato su un palcoscenico continentale.

Ora c’è tempo per mettere a punto la preparazione, che Carolina ha dovuto accorciare per il meritato riposo che si è concesso in estate: il prossimo appuntamento è quello dei Mondiali in Ontario, a London (10/17 marzo), e certamente ci saranno tutti i campioni della Polizia Penitenziaria. Da seguire con affetto ed orgoglio, come sempre.