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Ice Sports

Ghiaccio, Kostner argento e non solo

Mar

17

2013
carolina
carolina

Non bastasse il ritorno di Yuna Kim, Carolina Kostner ha dovuto affrontare un altro duro ostacolo per conquistare una medaglia ai Mondiali di London (13/16 marzo): un attacco di epistassi proprio prima del “libero” di sabato 16 marzo (le tre di notte della domenica in Italia) ha messo in pericolo l’argento virtuale che la campionessa delle Fiamme Azzurre stava puntando dopo l’ottimo “short program” di giovedì 14. C’è voluta tutta la determinazione e la classe di Carolina per portare a casa un podio meritato al 100%: non per niente la gardenese ha segnato un punteggio-record da 131.03, primato nazionale per l’ennesima volta, frutto di una stupenda esibizione del Bolero di Ravel che ormai ha fatto storia. Per lei solo un’indecisione nel corto, chiuso comunque in seconda posizione con 66.86 (neanche troppo distante dal folletto coreano, 69.97): definitivamente l’unico baluardo del Vecchio Continente rispetto alle scuole emergenti del Nord America e del lontano Oriente. Dopo un Europeo da favola, infatti, le giovani russe Adelina Sotnikova e Yelizaveta Tuktamysheva si sono letteralmente liquefatte sul ghiaccio dell’Ontario: nona e decima, lontanissime da quella Kostner che avevano cercato inutilmente di insidiare a Zagabria. Carolina ha fatto il nuovo primato italiano anche nel totale (197.89), tenendo dietro le solite giapponesi d’assalto, con Mao Asada al bronzo (196.47) e Kanako Murakami quarta (189.73): poi la nouvelle vague degli States, Ashley Wagner e Gracie Gold, la sedicenne cinese Zijun Li (otto posizioni recuperate nel “free skating”!) e la canadese Kaetlyn Osmond. Cosa chiedere di più? Yuna Kim ha mandato in scena la solita pletora di combinazioni, un mostro sul piano acrobatico e quindi la sola a superare il muro dei 200 punti, nettamente con il suo 218.31 (parziale mostruoso da 148.34 nel libero).

La rassegna iridata in Canada ha anche confermato che tenere la condizione per sei mesi filati non è cosa facile: per questo meritano un plauso supplementare i nostri campioni della danza Anna Cappellini-Luca Lanotte, capaci di uno storico quarto posto (168.04) ad appena un punto dal bronzo (169.19 dei russi Bobrova-Soloviev). Grandiosa la Carmen presentata dalla coppia lombarda, per la prima volta oltre i 100 punti nella “free dance” e valida quindi per un podio virtuale nel parziale di sabato sera: i titolati francesi Pechalat-Bourzat, che già avevano disertato gli Europei in Croazia, sono affondati al sesto posto e quindi i due pattinatori della Polizia Penitenziaria sono saliti alla seconda piazza del ranking europeo della specialità. Davanti a tutti, nel solito inarrivabile duello per il titolo iridato, gli statunitensi Davis-White (189.56) e i canadesi Virtue-Moir (185.04): ma c’è da chiedersi quale potrà essere il prossimo traguardo per Anna e Luca dopo una stagione preolimpica da incorniciare come quella appena conclusa.

Se gli azzurri della danza su ghiaccio hanno avuto la capacità e la costanza di chiudere col punto esclamativo un anno straordinario, purtroppo la stagione lunghissima ha lasciato qualche scoria di troppo nei muscoli di Stefania Berton e Ondrej Hotarek: logorio giustificabile, comprensibile, che però ha portato la nostra coppia di artistico ad un leggero arretramento nelle posizioni di vertice conquistate grazie al memorabile bronzo europeo di Zagabria. I numeri dicono che una prestazione pari a quella della rassegna continentale avrebbe significato un settimo posto in chiave mondiale, un piazzamento storico per la specialità. In ogni caso Stefy e Ondra hanno aperto un nuovo capitolo per le coppie italiane, trascinandosi dietro ragazzi dotati di notevole volontà come Nicole Della Monica e Matteo Guarise: in questo sta la grandezza del compito dei portacolori delle Fiamme Azzurre, al di là del (comunque onorevole …) decimo posto (171.77, con parziali di 59.07 e 112.70) ed è lecito attendere con fiducia il percorso di avvicinamento a Sochi 2014.

Fermo restando che la gestione della stagione olimpica si presenta, a questo punto, estremamente delicata: tanto che, forse, non è da accogliersi con eccessivo rammarico la notizia che per la nazionale azzurra non è arrivata la qualificazione per il Mondiale a squadre di Tokyo a metà aprile. Le premesse per fare una splendida figura nei prossimi Giochi Invernali in Russia ci sono tutte: sperando che, finalmente, possa essere accolto nel “panel” internazionale anche un giudice italiano. Incredibile che una delle potenze della disciplina non disponga di un proprio rappresentante nelle giurie che contano, pur potendo vantare da molti anni il massimo ruolo nei vertici dirigenziali, grazie alla presidenza dell’International Skating Union nella persona di Ottavio Cinquanta.