Tutela e vigilanza, i due volti dell’Uspev

apr

23

2026
Tutela e vigilanza, i due volti dell’Uspev
Tutela e vigilanza, i due volti dell’Uspev

Despondere spem est munus nostrum è il motto della Polizia penitenziaria, garantire la speranza, la protezione, la fiducia nell’altro. Ed è proprio il concetto di fiducia che fa da collante nell’attività svolta dagli agenti del reparto specializzato Uspev, impegnati a tutelare, vigilare e proteggere le alte cariche del ministero della Giustizia e il personale che opera all’interno dei siti sensibili istituzionali.

Un ruolo che intreccia competenze tecniche, protocolli, procedure ma anche relazioni umane, esperienza e comunicazione. Un lavoro delicato e complesso basato su un patto di lealtà tra chi tutela e chi è tutelato, come lo stesso ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha voluto sottolineare: “Ho sempre pensato che, quando una persona è tutelata dallo Stato, debba essere la prima a obbedire alla regole e, come il mio comandante di tutela sa, io non mi permetto di dire cosa bisogna o non bisogna fare”.

 

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Dopo aver presentato il personale che opera all’interno del casellario Giudiziario e dell’alta corte di Cassazione, sembra doveroso approfondire le caratteristiche e le specificità di questo reparto della Polizia penitenziaria, posto alle dipendenze del capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.

Istituito formalmente con decreto ministeriale del 31 marzo 2004, l’Uspev ha subìto una serie di ammodernamenti e riorganizzazione e, in occasione del XX anniversario dalla sua fondazione, ha ricevuto la Bandiera d’istituto.

Dal 2016, è suddiviso in reparto Sicurezza del ministero, in cui è incardinato il settore delle scorte, e reparto sicurezza Organi centrali, per la vigilanza dei palazzi del ministero della Giustizia. Il primo, con sede operativa in via Arenula, assicura i servizi di vigilanza, presidio e controllo della sede ministeriale e delle residenze temporanee del ministro, oltre che i servizi di tutela, scorta e protezione delle autorità; il secondo, con sede operativa in zona Rebibbia, assicura lo svolgimento dei servizi di vigilanza, sorveglianza e controllo delle strutture del ministero in Roma, diverse dalla sede ministeriale, e del personale che vi opera. Ogni reparto ha un proprio comandante, individuato tra gli appartenenti al ruolo dei funzionari del corpo di Polizia penitenziaria.

Essendo strettamente legato alle esigenze, temporanee e permanenti, del ministero, l’accesso all’ufficio avviene tramite interpello interno: i candidati svolgono sia prove fisiche che colloquio selettivo. Gli agenti dell’unità operativa Scorte partecipano ai corsi di formazione e aggiornamento, organizzati dalla direzione generale della formazione del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria in linea con quanto stabilito dall’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale del ministero dell’Interno.

Attualmente sono 290 gli agenti assegnati all’Uspev, 173 in reparto Sicurezza ministero e 117 in reparto Organi centrali.  A dimostrazione della loro competenza e dedizione, il ministro, durante la cerimonia per la consegna degli attestati del corso di aggiornamento ‘Operatore addetto al servizio di scorta e tutela’, ha dichiarato: “Ho conosciuto il problema della tutela personale sin dai primi esordi della mia professione e ho visto, a distanza di 45 anni, una grande differenza, sia in termini di professionalità che in termini di estensione della tutela stessa. Non posso che esprimere la mia totale ammirazione per quest’opera straordinaria”.