Nordio alla Penitenziaria: “Non vergognatevi di chiedere aiuto”
mag
13
2026
“Le condizioni in cui lavorate, unite al sovraffollamento, creano e non possono che creare problemi psicologici. Non c’è nulla di cui vergognarsi”. A dirlo è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, agli appartenenti alla polizia penitenziaria, durante il primo convegno nazionale dedicato al supporto psicologico per il personale del Corpo. “Non bisogna essere ispirati dal falso pudore nel confessare una debolezza psicologica che richiede un aiuto”, aggiunge il Guardasigilli.
“Proteggere chi protegge” è il titolo del convegno: un confronto tra appartenenti all’Amministrazione ed esperti per fare il punto su ciò che si è fatto, e su quello che c’è ancora da fare. Per il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il benessere psicologico si è tradotto in priorità, con linee guida dedicate, stanziamenti – 5 milioni di euro dal 2022 – e strumenti operativi a sostegno del personale che opera negli istituti.
“Nel vostro difficilissimo lavoro, che è stare a contatto con il dolore, ma anche con la violenza e l’illegalità altrui, la fragilità non deve essere considerata una debolezza; anzi è fisiologica”, sottolinea il Guardasigilli. Che durante il suo intervento si è messo a nudo. Quando conduceva le indagini sulla colonna veneta delle Brigate rosse, era sottoposto a minacce: “Mi mandavano la stella a cinque punte a casa”, ricorda. “Ma non ho mai perso un’ora di sonno, faceva parte del mio mestiere. Tuttavia non mi nascondo: sono un patofobico”.
Il Ministro si sofferma poi sulle indicazioni operative, per chi voglia attivare il supporto psicologico. “Non comporta nessuna negatività nei vostri confronti, né dal punto di vista dell’immagine, né da quello della carriera”, spiega. Il servizio psicologico è infatti protetto dall’anonimato, e ovviamente non comporta alcuna ripercussione sulle progressioni.
Ci sono poi le criticità direttamente connesse al carcere; il sovraffollamento, per prima cosa. Sono in fase avanzata i provvedimenti per creare un regime di detenzione differenziata. “Anche l’edilizia penitenziaria sta facendo buoni progressi con il nuovo commissario”, continua Nordio. Sono poi in corso le assunzioni di nuovo personale per rafforzare gli istituti che, sottolinea il Ministro, “colmeranno abbondantemente le carenze per i pensionamenti”. Accanto all’ “assunzione di personale specializzato e di alta sensibilità”, in particolare i medici del Corpo e gli psicologi. In sintesi, conclude il ministro, “Il nostro sforzo è forte e vigile”.
Dopo l’intervento, il Guardasigilli stringe la mano e ringrazia l’assistente capo coordinatore Piero Puri, in servizio presso l’istituto di Teramo, che durante il convegno ha parlato della sua esperienza. Puri ha infatti chiesto aiuto alla psicologa in servizio nel carcere abruzzese, dopo un grave incidente che ha coinvolto il figlio Andrea, un ragazzo di 17 anni, anche lui presente all’evento.
