Operazione “Alto Impatto – Sicurezza Nazionale 41-bis”

set

07

2026
Operazione “Alto Impatto – Sicurezza Nazionale 41-bis”
Operazione “Alto Impatto – Sicurezza Nazionale 41-bis”

Tra il 5 e il 6 settembre, la Direzione Generale delle Specialità del Corpo di polizia penitenziaria ha portato a termine una vasta operazione ad alto impatto sulla sicurezza che ha interessato, simultaneamente, numerosi Istituti penitenziari della Repubblica con sezioni destinate ai detenuti sottoposti al regime detentivo speciale di cui all’art.41 bis.

L’operazione, realizzata in esecuzione dell’atto di indirizzo del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, e sotto la direzione centrale del Direttore Generale delle Specialità del Corpo, Augusto Zaccariello, ha messo in campo un dispositivo operativo rafforzato, articolato e fortemente integrato, capace di intervenire contemporaneamente in più aree del territorio nazionale.

Il coordinamento operativo è stato affidato al Direttore del Gruppo Operativo Mobile, Silvio Gallo, e ha visto l’impiego congiunto del G.O.M., del G.I.O., della Divisione II “Coordinamento Traduzioni e Piantonamenti”, con le articolazioni degli Uffici Sicurezza e Traduzioni e dei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti, nonché di numerosi Reparti territoriali del Corpo.

La Sala Situazioni e la Centrale Operativa Nazionale hanno assicurato il costante raccordo informativo e operativo dell’intero dispositivo.

“Il trasferimento di 88 detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis presso l’apposita sezione del carcere di Uta, appositamente ristrutturata per renderla adeguata ad ospitare detenuti di elevata pericolosità e affidata alla vigilanza del Reparto Operativo Mobile di Cagliari, dimostra lo straordinario impegno e l’incredibile professionalità della Polizia Penitenziaria” ha commentato il Sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, al termine della operazione.

Particolarmente complessa la pianificazione delle attività, sviluppate attraverso movimentazioni simultanee e sincronizzate su un ampio reticolo geografico, con l’attivazione di un nuovo Reparto Operativo Mobile, la contestuale riorganizzazione di altri reparti e lo svolgimento di perquisizioni straordinarie generali nelle sezioni interessate, con il concorso delle unità cinofile del Corpo.

Per garantire il governo unitario dell’operazione, presso la sede centrale è stato inoltre costituito uno specifico “Centro Comando Supporto Operazioni”, chiamato a seguire in tempo reale tutte le fasi del dispositivo e ad assicurare l’immediato raccordo tra le articolazioni operative impegnate sul territorio.

Alle attività hanno concorso anche operatori della Polizia Penitenziaria abilitati alla conduzione di sistemi U.A.S. (droni), impiegati nel monitoraggio delle aree interessate, e personale specializzato nelle riprese video per finalità di polizia.

Determinante anche il coordinamento con le Autorità di Pubblica Sicurezza e con le altre Forze di Polizia, che hanno assicurato specifiche misure di protezione esterna, cinturazioni di sicurezza e supporto aereo alle più complesse movimentazioni.

“Rivolgo un sincero ringraziamento e plauso al Capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, al dirigente generale di Polizia penitenziaria, Augusto Zaccariello, a tutto il Corpo di polizia penitenziaria e alle altre Forze di Polizia – aggiunge Balboni -. Il 41-bis è il principale strumento di contrasto alla mafia e l’ultimo baluardo della sicurezza nazionale. Il nostro ordinamento e la nostra Polizia penitenziaria sono d’esempio per numerosi Stati esteri che studiano l’Italia nella lotta alla criminalità organizzata.

L’operazione rappresenta una significativa dimostrazione della capacità operativa della Polizia penitenziaria, in grado di pianificare e condurre interventi complessi e simultanei su scala nazionale e costituisce una concreta attuazione della strategia di rafforzamento della sicurezza penitenziaria affidata alla Direzione Generale delle Specialità del Corpo.

Un modello operativo fondato su specializzazione, coordinamento, rapidità di intervento e direzione unitaria, che consente di concentrare e integrare le diverse capacità del Corpo nelle operazioni a maggiore complessità e rilevanza per la sicurezza del sistema penitenziario.

Non più tardi del 27 giugno 2026 era stata completata con successo un’altra operazione analoga, denominata “ARGUS”. Coordinata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria aveva consentito la movimentazione simultanea di 128 detenuti sottoposti al regime speciale previsto dall’articolo 41-bis dell’Ordinamento Penitenziario, interessando gli istituti penitenziari di Novara, Cuneo, Tolmezzo e Milano, con destinazione finale la Casa di reclusione di Vigevano, recentemente individuata quale nuova articolazione del circuito speciale con Decreto Ministeriale del 18 giugno 2026.