Velletri: il carcere intitolato all’agente Antonio Carotenuto

ott

15

2026
Velletri: il carcere intitolato all’agente Antonio Carotenuto
Velletri: il carcere intitolato all’agente Antonio Carotenuto

“Oggi siamo qui per ricordare e onorare Antonio Carotenuto, un uomo che ha sacrificato la propria vita per il lavoro in cui credeva profondamente: un servitore dello Stato, un agente del Corpo degli agenti di custodia, ma soprattutto un marito, un padre, un figlio, un amico. Siamo qui per rendere omaggio alla sua vita, al suo sacrificio e ai valori che ha rappresentato; perché il suo nome continui a vivere, perché la sua storia non venga dimenticata e perché il suo esempio possa essere tramandato alle generazioni future”. Con queste toccanti parole, contenute in un più lungo messaggio, i figli Valentina e Luigi Carotenuto e la vedova Antonietta Pagano hanno voluto esprimere i loro sentimenti nel corso della cerimonia di intitolazione della Casa circondariale di Velletri alla memoria dell’agente di custodia Antonio Carotenuto.

“Un’emozione difficile da descrivere. C’è il dolore per ciò che ci è stato tolto, ma c’è anche l’orgoglio di sapere che il suo sacrificio non è stato dimenticato”, hanno sottolineato nel messaggio che è stato letto nel corso della commemorazione. E che si è concluso con un più intimo: “Papà, Antonio, oggi siamo qui per te. Il tuo esempio vivrà per sempre nei nostri cuori”.

foto1

Molte le presenze istituzionali che hanno partecipato al momento della scopertura della lapide posta all’ingresso dell’istituto penitenziario e benedetta dal vescovo di Velletri mons. Stefano Russo e che, successivamente, hanno presenziato alla cerimonia commemorativa che si è svolta in una sala interna.

Il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni ha ricordato che “L’agente Antonio Carotenuto non ha mai ceduto al compromesso, ha difeso la legalità a prezzo del bene più prezioso, la vita. Scolpire il suo nome alle porte dell’istituto di Velletri – ha sottolineato – significa consegnare alla Polizia penitenziaria un faro di coraggio, rettitudine, spirito di servizio e fedeltà alle istituzioni. Alla sua memoria e a tutti i nostri eroi in divisa va il più grato, commosso e reverente omaggio dello Stato”.

Sono intervenuti anche il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele e la direttrice della Casa circondariale Anna Rita Gentile. Presenti il sindaco di Velletri Ascanio Cascella, il Commissario straordinario del Governo per l’edilizia penitenziaria Marco Doglio, il comandante del reparto di Polizia penitenziaria in forza nell’istituto Mauro Caputi e numerosi familiari e amici dell’agente caduto per mano della camorra.

L’agente Antonio Carotenuto prestava servizio presso la Casa circondariale di Napoli Poggioreale. Il 19 febbraio 1980, mentre stava passeggiando per una via del centro cittadino in compagnia della moglie e dei due figli, venne affiancato da tre individui mascherati che esplosero contro di lui, a bruciapelo, alcuni colpi di pistola. Morì durante il trasporto in ospedale. Gli autori dell’agguato sono rimasti fino ad oggi ignoti.