Tiro, Pellielo Europeo in sordina
lug
31
2013
Una giornata storta che più storta non si può: quel che è certo, un pellielo.sorrisoGiovanni Pellielo che litiga con i piattelli come sulla pedana di Suhl (29/30 luglio) è difficile vederlo: un Europeo da dimenticare per il campionissimo di Vercelli, a testimonianza che anche un superatleta come lui può incappare in un problema tecnico o mentale in grado di annullare le sue doti agonistiche. Fatto sta che il punteggio finale dice 118/125, solo l’ultima serie è stata esente da errori, e quindi la classifica si ferma ad un 38° posto che ha ben poco di razionale: la cosa che può contribuire a riportare il tutto sul binario della razionalità è – ad esempio – la presenza del campione olimpico di Pechino 2008, il ceco David Kostelecky, immediatamente alla spalle di “Johnny” oppure di un eccellente specialista come il tedesco Karsten Bindrich ancora più in giù nella classifica. Insomma, può succedere, entrambi hanno colpito 118 piattelli come Pellielo: per la finale ne occorrevano 122 e in più un bel numero di barrage, visto che lo shoot-off per il 6° posto si è chiuso a quota nove. L’altro azzurro Massimo Fabbrizi, entrato tra i sei eletti con l’ultimo biglietto utile, ha poi conquistato l’argento nella finale con il croato Josip Glasnovic. Quello che brucia, a parte tutto, è anche l’assenza dal podio a squadre del terzetto azzurro completato dal giovane Valerio Grazini (bravo soprattutto nelle serie iniziali, chiusura a 122): un solo piattello, totale a 362, ha separato l’Italia dalla medaglia d’oro (a 363/375 hanno spareggiato Croazia e Slovacchia) e con lo stesso punteggio il bronzo è stato assegnato alla Francia. Un vero smacco, per la nostra titolatissima “fossa olimpica”.
La prova generale nel percorso di avvicinamento alla rassegna continentale in Germania era stata affrontata con la 4^ tappa di Coppa del Mondo a Granada (5/6 luglio): anche in quell’occasione Giovanni Pellielo aveva mancato l’accesso in finale, pur stirando complessivamente bene (121/125 per il 19° posto nel ranking). Ma lo shoot-off, in una classifica molto compressa, era stato portato addirittura al settimo piattello sulla quota di 123/125. Poi l’oro era andato al francese Stephane Clamens, in finale sullo spagnolo Alberto Fernandez.
In campo nazionale, l’appuntamento di spicco era stato quello degli Assoluti di “fossa universale”: sulle pedane del Tav padovano “Le Tre Piume” di Agna (13/14 luglio) era stato Gianluca Muoio ad aggiudicarsi il titolo tricolore con 198/200, ma la scuola delle Fiamme Azzurre aveva confermato il suo valore con lo splendido secondo posto ottenuto da Gianluca Viganò a quota 196. Seconda anche Giulia Pintor, nella classifica femminile, con 183/200 alle spalle di Bianca Revello (185): prestazione forse al di sotto delle attese per la tiratrice sarda, come pure per Marco Panizza (5° con 194), mentre il veterano Alberto Bartoli è stato 6° (193) e un Adriano Lamera in giornata di scarsa vena 13° (187).
Per completare il sommario della fase centrale della stagione, mandiamo in archivio anche il dettaglio del 2° Gran Premio Fitav di “fossa olimpica”, disputato a Ravenna sulle pedane del Tav Conselice (11/12 maggio): vittoria ad Erminio Frasca, 5° posto per il nostro Marco Panizza (121/125 in qualificazione, poi 11+3 in semifinale), 14° Giovanni Pellielo (118), 44° Gianluca Viganò (114), 46° Alberto Bartoli (114) e 70° Adriano Lamera (110). Nella prova femminile, altro quinto posto per Giulia Pintor nella prova vinta dall’olimpionica Jessica Rossi: la ragazza di Oristano ha totalizzato 67/75 in qualificazione e 8/15 in semifinale.
