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La storia del Servizio navale del Corpo di polizia penitenziaria prende le mosse agli inizi degli anni Ottanta a seguito dell’entrata in vigore della legge 24 dicembre 1979, n. 651, recante “Misure finanziarie straordinarie per il potenziamento e l’ammodernamento tecnologico dei servizi per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

Con decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1983, n. 740, recante “Disciplina per l’iscrizione nel quadro del naviglio militare dello Stato di unità navali del Corpo degli Agenti di Custodia”, si dispose che le unità navali in dotazione al Corpo fossero iscritte in un “ruolo speciale del naviglio militare dello Stato”. Con decreto del Ministero della difesa di concerto con il Ministero della giustizia 5 luglio 1984 si stabilirono le modalità per l’iscrizione nel quadro del naviglio militare dello Stato delle unità navali del Corpo degli Agenti di Custodia. Quindi, con decreto del Presidente della Repubblica del 20 febbraio 1985 vennero iscritte nel predetto “ruolo speciale” le prime 6 motovedette d’altura del Corpo.

Il requisito operativo assegnato al naviglio militare degli Agenti di Custodia era, dunque, quello di assicurare:

  • il pattugliamento delle acque adiacenti alle case di pena;
  • il trasporto rapido del personale militare e civile dell’Amministrazione penitenziaria per compiti istituzionali
  • l’appoggio dal mare a rastrellamenti effettuati in terraferma per la ricerca di evasi;           
  • il soccorso alla vita umana in mare e gli interventi sanitari di emergenza;
  • il trasporto di armamenti e dotazioni varie.

La legge 15 dicembre 1990, n. 395, che istituisce il Corpo di polizia penitenziaria, riconosce all’articolo 3, comma 2, l’esistenza del Servio navale, demandando l’organizzazione e le modalità operativo-logistiche al Regolamento di servizio del Corpo di polizia penitenziaria, emanato successivamente con decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1999, n. 82. Con l’istituzione della Base navale di Venezia, avvenuta il 9 aprile 1998, il Servizio navale assume ordinariamente le traduzioni di detenuti ed internati via mare. Tale servizio viene svolto, attualmente, in modo ordinario presso la Base navale di Venezia, e presso le altre Basi navali del Corpo.

 

Struttura organizzativo-territoriale 

Le Basi navali sono due di altura e una lagunare:

  • Gorgona/Livorno, base navale Livorno – Porto Mediceo, che copre la tratta per il servizio sull’isola di Gorgona con 5 imbarcazioni;
  • Porto Azzurro, Sezione navale distaccata di Livorno Marina di Campo/Pianosa, con ormeggi dedicati nel porticciolo di Marina di Campo, per il servizio da e verso l’isola di Pianosa, con 1 imbarcazione;
  • Venezia, base Casa Circondariale maschile, per le esigenze di servizio degli istituti penitenziari veneziani, con 10 motoscafi lagunari Polizia penitenziaria, 1 zatterino fuori bordo per attività logistiche e 1 motoscafo lagunare civile.

Il personale navigante ammonta a 49 unità, Con diverse abilitazioni:

  • Comandanti
  • Motoristi
  • Nocchieri Radaristi

A livello Dipartimentale il Servizio Navale è inserito nell’ambito della Divisione IV-Specialità e specializzazioni sezione quarta, ai sensi del P.d.G. n. 5 del 17/01/2025; l’art. 54 del D.P.R. 82/1999, (Regolamento di Servizio) recita testualmente: “Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, attraverso il Nucleo centrale del servizio navale costituito nel suo ambito e dotato di personale avente una adeguata preparazione, provvede all’emanazione delle direttive occorrenti ed al coordinamento ed al controllo dell’attività di detto servizio, determina le caratteristiche, la classificazione, la sede di assegnazione ed i servizi cui il naviglio è adibito e definisce, altresì, la dislocazione delle basi navali sul territorio nazionale, l’entità ed il tipo di naviglio da assegnare a ciascuna di esse, nonché le infrastrutture e le attrezzature necessarie per i servizi a terra”.

 

 

Stefano Carmine De Michele è il nuovo capo del DAP.

Romano, 65 anni, è stato nominato con d.P.R. del 27 maggio 2025. Succede a Lina Di Domenico, che da gennaio 2025 ricopriva l’incarico di capo del Dipartimento facente funzioni.