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Judo

Judo, Mondiali amari a Chelyabinsk

Aug

30

2014
Judo, Mondiali amari a Chelyabinsk
Judo, Mondiali amari a Chelyabinsk

Nei Mondiali di Chelyabinsk (25/29 agosto) – quella che è stata la rassegna iridata dei Riner (settimo titolo dei Massimi), di Iliadis (terzo oro nei 90kg) o di Krpalek (primo, storico, alloro della Repubblica Ceca, nella categoria 100kg) – il judo italiano deve accontentarsi del quinto posto di Edwige Gwend: un successo nel turno d’esordio per il nostro carollo 2014Massimiliano Carollo negli 81kg, mentre cantoni 2014Giulia Cantoni (70kg) paga il sorteggio con la francese Posvite.

 

Anche stavolta non si può dire che siano stati i Mondiali degli azzurri: la “quasi medaglia” di Edwige Gwend nei 63kg è solo un contentino, ma per il resto la rassegna iridata di Chelyabinsk (gare individuali dal 25 al 29 agosto) ha confermato che c’è un gap abbastanza profondo tra il judo italiano e i vertici del movimento internazionale. Un solco che sembra si stia allargando, sulla base di carenze tecniche o anche culturali e sul quale la federazione sta riflettendo e cerca di porre rimedio. Il compito di Gruppi Sportivi come le Fiamme Azzurre è quello di continuare a sostenere questa nobile e affascinante disciplina: ma fino a che non potremo trovare sui tatami nostrani gli emuli di quello che sono i grandi eroi del judo, senza voler arrivare all’ormai leggendario Teddy Riner (settimo titolo nei +100kg a soli 25 anni!), sarà difficile smuovere il terreno di semina. Eppure gli azzurri – e anche i campioni della Polizia Penitenziaria – riescono a trovare spazio e medaglie nelle varie tappe dei circuiti internazionali: ma quando arriva il banco di prova delle competizioni titolate la differenza si vede tutta. E resta il rammarico di aver tratto solo il minimo vantaggio possibile dalla decennale presenza sui tatami di tutto il mondo di un grande atleta come Francesco Bruyere: il quale, ora inserito nello staff tecnico federale, aveva tutti i tratti necessari per poter essere un personaggio significativo anche nel corso della sua carriera agonistica (splendida e sfortunata al tempo stesso).

Tant’è, ci limitiamo alla povera cronaca: ancora ai box il nostro Domenico Di Guida, del quale attendiamo il ritorno alle gare in occasione dei prossimi appuntamenti del circuito Ijf, il judo delle Fiamme Azzurre è stato rappresentato in Russia da Massimiliano Carollo (81kg) e da Giulia Cantoni (70kg). Il torinese, in un torneo che ha visto impegnati ben 64 judoka, ha avuto il merito di superare il turno iniziale contro il kirghiso Tariel Usenov – rivale pericoloso come sanno esserlo gli atleti di scuola centro-asiatica – ma poi ha trovato sulla sua strada il giapponese Takanori Nagase: e qui c’è stato poco da fare, visto che poi il nipponico è arrivato fino al match per il bronzo (pur perso con Loic Pietri). Meno fortunata la parmense Cantoni: il line-up dei 70kg era meno numeroso (33 judoka), ma ovviamente nascondeva grandi insidie fin dal primo turno. Ecco allora la francese Fanny Posvite: e comunque una poule molto dura per la nostra ragazza. In ogni caso il torneo ha riservato una sorpresa, con l’inatteso successo finale della colombiana Yuri Alvear nei confronti della giapponese Karen Nun Ira: un esito a suo modo straordinario, che poteva replicarsi al quadrato se avessero avuto successo gli attacchi di Ryu Shichinohe, nel suo spettacolare e disperato confronto con Riner per la finale della massima categoria.

LE CLASSIFICHE DI CHELYABINSK: 81kg – (1) Avtandil Tchrikishvili GEO, (2) Antoine Valois-Fortier CAN, (3) Loic Pietri FRA e Ivan Nifontov RUS, (17) MASSIMILIANO CAROLLO (64: V/Tariel Usenov KGZ, 32: S/Takanori Nagase JPN); 70kg – (1) Yuri Alvear COL, (2) Karen Nun Ira JPN, (3) Onix Cortes CUB e Katarzyna Klys POL, (33) GIULIA CANTONI (64: S/Fanny Posvite FRA)