Protocollo FIR-DAP, l’ovale oltre le sbarre
Feb
02
2018
Dall’iniziativa pionieristica della Drola a Torino, fino a quella dei Bisonti a Frosinone: ma la palla ovale è entrata anche in altri istituti italiani – Rebibbia, Saluzzo, Cuneo, Alessandria Milano e nelle sedi minorili “Beccaria” e “Nisida” – come strumento di riabilitazione fondato su valori largamente condivisi come spirito di squadra, solidarietà, tolleranza e fair play. Il rugby, proprio perché sport di combattimento, è prima di ogni altra cosa rispetto delle regole, impegno e disciplina: tutte caratteristiche che ne fanno strumento ideale per le finalità rieducative dirette al recupero sociale della popolazione detenuta.
Ora queste iniziative hanno il loro “Protocollo d’Intesa”, atto fondante nei rapporti tra la Federazione Italiana Rugby e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria: con la firma della convenzione di Roma (2 febbraio), tutte queste forme di pratica sportiva vengono regolate in modo specifico e le attività vengono ricondotte in modo specifico alle competenze dei due soggetti contraenti.
