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Press

Sport in Carcere, al MU.CRI si parla di Rugby Oltre le Sbarre

Apr

16

2015
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Al MU.CRI, il Museo Criminologico di Roma, si è tenuta la presentazione del libro di Antonio Falda “Per la Libertà – Il Rugby Oltre le Sbarre”: con l’autore e con i tanti ospiti si è parlato di rugby e di libertà, due concetti che all’ambiente degli istituti penitenziari sembrano estranei e che invece costituiscono la base per una serie di esperienze tese al recupero dei detenuti ed al miglioramento della condizione carceraria.

Incontrarsi al MU.CRI, per parlare di rugby, un giovedì pomeriggio (16 aprile): forse è la prima volta che accade ed il merito è di Antonio Falda, del suo libro “Per la Libertà – Il Rugby Oltre le Sbarre”. Un’occasione di confronto, sull’abile e competente conduzione del giornalista Rai Paolo Pacitti, avendo a mente i temi e le esperienze scaturite dai progetti che hanno introdotto la pratica della palla ovale in ambiente carcerario. Se n’è parlato con il presidente del CONI Lazio Riccardo Viola e il responsabile delle Fiamme Azzurre Marcello Tolu – due degli artefici principali della nascita e dell’attuazione del programma “Sport in Carcere” - ma anche con chi ha vissuto in prima persona le iniziative legate all’attività delle squadre di rugby formate da detenuti, come la presidentessa dei “Bisonti” di Frosinone, Germana De Angelis, e il vice-presidente della FIR, Antonio Luisi. Tra gli ospiti, alcuni dei direttori d’istituto più attivi in questo progetto – la Dott.ssa Chiara Pellegrini e la Dott.ssa Luisa Pesante – e alcuni rappresentanti delle squadre di vertice nel rugby capitolino, per la Lazio il talentuoso flanker Ruben Riccioli e per le Fiamme Oro il diesse Claudio Gaudiello ed il capitano Giovanni Massaro.

Tanti gli spunti di riflessione, tanti gli episodi ricordati, tante le implicazioni intrecciate con le vicende che costituiscono il tema centrale dell’opera di Antonio Falda: tutto filtrato con sensibilità diverse, ma in fondo tese al raggiungimento di un unico obiettivo, che è quello di fare degli istituti di pena sparsi sul territorio un modello – o se vogliamo, in questa fase, un laboratorio – che attui finalmente il dettato costituzionale sull’effettivo recupero dei detenuti ed il miglioramento della condizione carceraria. Utilizzando al meglio un potente strumento di aggregazione, di passione comune, come lo sport: e, tra le discipline sportive, quell’autentica miniera di valori positivi che risiede nel rugby. Partendo dall’esperienza pionieristica del "Lorusso-Cutugno” - con la “Drola" di Torino – e proseguendo con l’altra formazione che milita in un campionato federale di Serie C – i “Bisonti” di Frosinone – ma anche facendo riferimento alle iniziative nate presso le carceri di Bologna, Monza, Terni, Bollate, Firenze, Porto Azzurro. Un fenomeno in continua espansione che, certo, non è destinato a fermarsi qui.