In un video gli eroi invisibili della Polizia penitenziaria

mar

24

2025
In un video gli eroi invisibili della Polizia penitenziaria
In un video gli eroi invisibili della Polizia penitenziaria

 

L’emozione del giuramento, poi quotidianità ed emergenza, servizi all’avanguardia e criticità, voci che informano, chiedono, ordinano. Il regista Adelmo Togliani racconta così il  lavoro della Polizia penitenziaria in una clip di tre minuti realizzata per celebrare i 208 anni dalla nascita del Corpo.

Il corto è stato presentato stamattina, al teatro ‘Il Parioli Costanzo’, alla presenza del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro che ha sottolineato: “Il video celebra finalmente degli eroi invisibili: gli uomini e le donne della Polizia penitenziaria svolgono un lavoro assolutamente essenziale alla tenuta dell’ordinamento democratico”.

“Un unico corpo, un corpo unico” il claim del video celebrativo che punta proprio a mettere in luce orgoglio di appartenenza e specialità di una forza di polizia unica nel panorama europeo e mondial,e come ha evidenziato anche la capo Dipartimento f.f. Lina Di Domenico: “La Polizia penitenziaria svolge un lavoro perlopiù al chiuso. La sua eccezionalità sfugge allo sguardo dei cittadini. Per questo abbiamo messo in campo tutte le nostre forze per far comprendere quanto  siano importanti le sue competenze che tutto il mondo ci invidia”.
Specificità che si esprime anche, ha aggiunto Delmastro, “nella necessità di miscelare la forza con la tensione alla rieducazione che è la missione anche costituzionale”.

 

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Il vicedirettore generale del Personale del Dap, Augusto Zaccariello, ha posto l’accento su continuità e innovazione. “C’è stata indubbiamente un’evoluzione della visione del Corpo e dei suoi compiti istituzionali. E’ emersa la necessità di specializzazioni sempre più all’avanguardia anche se permane il nostro compito originario che è quello dell’osservazione e della vigilanza”. “ Non dobbiamo dimenticare– ha aggiunto Zaccariello –che dobbiamo custodire persone che hanno attentato con i loro reati alla sicurezza dei cittadini. Noi siamo l’ultima frontiera della sicurezza e a volte a difenderla è un solo agente in una sezione con decine di detenuti.”

Con la realtà della Polizia penitenziaria si è confrontato anche il regista Adelmo Togliani che, prima di girare all’interno di un carcere, come la maggior parte dei cittadini non conosceva la realtà di questa forza di polizia. “Abbiamo utilizzato il mezzo cinematografico per accorciare le distanze dall’ultimo baluardo della legalità. Mettere la propria arte al servizio delle istituzioni – ha osservato – è secondo me la cosa più nobile che ci sia”. Togliani sceglie uno stile emozionale, affidato al linguaggio degli sguardi, delle espressioni dei tanti interpreti, tutti veri appartenenti al Corpo. Evidente, tuttavia, l’attenzione particolare  verso i giovani rappresentati nel video da un’allieva “in formazione,” come racconta anche il suo sorriso emozionato che si schiude su un apparecchio per i denti.

Nel corso dell’evento, moderato dalla giornalista Sky tg24 Diletta Giuffrida Camilla Costanzo, scrittrice, presidente dell’Associazione Maurizio Costanzo e figlia del giornalista e conduttore, ha annunciato i finalisti e il vincitore del premio teatrale dedicato al padre e riservato ai detenuti. Un progetto alla prima edizione che intende dare un’opportunità di esprimersi tramite l’arte e la creatività anche a quelle “vite ai margini” a cui Maurizio Costanzo ha restituito nel corso della sua lunga carriera, spazi, attenzione e dignità.