Penitenziaria, Nordio: “Cerniera unica nelle istituzioni democratiche”

mar

25

2025
Penitenziaria, Nordio: “Cerniera unica nelle istituzioni democratiche”
Penitenziaria, Nordio: “Cerniera unica nelle istituzioni democratiche”

 

“Voi rappresentate una cerniera unica nelle istituzioni democratiche: la cerniera che vincola la deviazione del crimine alla riaffermazione della legalità”. Il guardasigilli Carlo Nordio si rivolge alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria, tutti festeggiati oggi, in piazza del Popolo, per i 208 anni dalla fondazione del Corpo.

Una cerniera, spiega ancora Nordio, perché “l’opera della polizia giudiziaria che svolge le indagini, l’opera del pubblico ministero che le dirige, l’opera del giudice, che alla fine va a irrogare la sentenza, sarebbero vane e persino ingiustificate se non si coniugassero con la vostra missione di garantire l’esecuzione della sanzione”.

In apertura del discorso, il Ministro rivolge un pensiero a tutte le “vittime nell’adempimento del dovere e ai loro familiari; non solo ai deceduti ma anche ai feriti” nelle aggressioni, che definisce “intollerabili, e per le quali speriamo sia fatta al più presto chiarezza e giustizia”.

Sicurezza e trattamento finalizzato alla rieducazione per il reinserimento sociale del detenuto: sono le due stelle polari dell’iniziativa di governo nel sistema penitenziario. “Non può esserci trattamento se mancano sicurezza e ordine all’interno degli istituti di pena”, ricorda Nordio.

Il Ministro illustra le varie misure per il sistema penitenziario. Sono 250 i milioni di euro investiti “al fine – dice il Ministro – di sbloccare interventi fermi da anni”, che contribuiranno a creare “7mila nuovi posti detentivi sui 10mila attualmente mancanti, per rimediare al sovraffollamento carcerario”.

 

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Anche sul personale il governo ha potenziato gli investimenti, “con 2mila nuove procedure di assunzione dal 2023 a oggi, che aggiunti agli 8mila assunti in precedenza arrivano a 10mila”.

Nordio si sofferma sul delicatissimo lavoro compiuto dalla Penitenziaria, che segue da vicino le persone ristrette nelle 189 carceri e 17 istituti penali minorili italiani. “Il vostro compito – sottolinea il Ministro – non è redimere, ma comportarvi in modo da aiutare il detenuto a redimersi da sé. E se questo obiettivo non viene raggiunto, non dovete provare disagio se avete operato con professionalità, dignità e onore: qualità che vi vengono riconosciute, anche se non sempre con la dovuta efficacia comunicativa”.

“Competenza, associata a una commovente umanità” è quella che il Ministro riconosce alle donne e agli uomini della Penitenziaria, per “il numero di suicidi e autolesionismi che avete sventato anche in questo anno difficile. Di questo, mentre ci assumiamo il fardello di dolore per le tante vite perdute, vi ringraziamo per quelle ben più numerose che avete salvato”.

In conclusione, un affettuoso saluto “ai ragazzi della mia tutela, che ormai fanno parte della mia famiglia”. E un saluto generale a chi veste questa “nobile divisa”: “quando il mio compito sarà esaurito – dice Nordio – il mio ricordo più intenso sarà per tutti voi. Viva l’Italia e viva la Polizia penitenziaria”.