2 giugno: l’onore e l’orgoglio della Penitenziaria
giu
02
2025
La voglia di esserci. Di manifestare una presenza significativa davanti al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, alle massime autorità istituzionali e al nuovo capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Stefano De Michele, presente sulla tribuna d'onore. La voglia di testimoniare l’impegno di proteggere le istituzioni democratiche e i valori fondamentali su cui si basa l'Italia repubblicana. Ma anche l'impegno di tanti cittadini che hanno scelto di indossare una divisa per essere al servizio di tutta la comunità nazionale. Insomma, “A difesa della Repubblica, al servizio del Paese”, come recita il tema del 79° Anniversario della Proclamazione della Repubblica.

Una voglia che per quasi un mese ha contagiato oltre 300 unità di personale del Corpo di polizia penitenziaria coinvolte a vario titolo nella celebrazione della Festa della Repubblica 2025. Fra chi era schierato all’Altare della Patria, chi ha sfilato ai Fori Imperiali marciando o a bordo dei veicoli, chi è stato impiegato nel punteggiamento lungo il percorso presidenziale, chi era presente in qualità di istruttore e di riserva, chi ha presidiato la sicurezza ai varchi d’accesso all’area dell’evento, chi ha effettuato servizi di accompagnamento e di scorta, chi ha coordinato l’immane sforzo organizzativo e chi ha lavorato per raccontare con le parole e le immagini l’impegno della Polizia Penitenziaria al servizio della Nazione.
I primi a entrare in scena sono stati i 30 baschi azzurri integrati nello schieramento d’onore posizionato davanti l’Altare della Patria in Piazza Venezia. Qui si è svolta la cerimonia dell’Alzabandiera solenne e della deposizione della corona al Milite Ignoto da parte del Presidente della Repubblica. A cui sono seguite, pochi minuti dopo, la suggestiva discesa dell’enorme Bandiera Tricolore sul Colosseo, ad opera dei Vigili del Fuoco, e la rassegna delle truppe pronte a marciare da parte del Capo dello Stato.

Alla tradizionale Rivista militare lungo Via dei Fori Imperiali, diversi sono stati i blocchi nei quali erano presenti i colori del Corpo. A partire dal settore d’apertura, dove fra i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, partigiane, di categoria e di specialità ha sfilato per la prima volta una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria. Istituita nel 2018 per tramandare le tradizioni e la memoria del Corpo degli Agenti di Custodia e del Corpo di Polizia Penitenziaria, l’ANPPe promuove numerose iniziative rivolte al personale in servizio e in congedo finalizzate a rafforzare lo spirito di corpo, di solidarietà e di amicizia, oltre a manifestazioni pubbliche con finalità sociali.
Poi è stata la volta del gruppo sportivo Fiamme Azzurre. Prima una rappresentanza di 7 atleti paralimpici - accompagnati da due tecnici - che hanno conquistato medaglie e podi alle paralimpiadi o in diversi campionati Mondiali o Europei nelle discipline dell’equitazione paralimpica, paratriathlon, della paratletica, del judo paralimpico e del taekwondo paralimpico. Quindi, all’interno di una compagnia di atleti dei Corpi Armati e non dello Stato, ecco 7 giocatori della rappresentativa calcistica AS Astrea. Il gruppo sportivo Fiamme Azzurre, costituito per iniziativa dell’indimenticato olimpionico Pietro Mennea, annovera fra le sue fila tanti campioni assoluti in varie discipline: fra questi, Nadia Battocletti, regina del mezzofondo internazionale, medaglia d’argento nei 10.000 metri ai Giochi di Parigi 2024 e recente primatista europea nella 5 km di corsa su strada.
Nel IX settore, dedicato ai Corpi armati e non a ordinamento civile dello Stato, ecco sfilare la Banda musicale della Polizia Penitenziaria: 54 elementi in uniforme storica e diretti dal Maestro Fausto Remini, Dirigente del Corpo. Formalmente istituita nel 1985 in sostituzione della Fanfara, la Banda si esibisce in occasione di importanti manifestazioni pubbliche ed eventi istituzionali.

Mentre le note della Banda si allontanavano verso l’Altare della Patria, è arrivata la Bandiera della Polizia Penitenziaria, sostenuta dall’Alfiere e accompagnata dal Gruppo Bandiera. Il tricolore del Corpo è insignito di numerose onorificenze, fra cui la Medaglia d'Oro al Valore Civile, la Medaglia d'Oro al Merito Civile, la Medaglia d'Oro al Merito della Redenzione Sociale e la Medaglia d'Oro Protezione Civile Nazionale.
Subito dietro la Bandiera, comandata dal Dirigente Giovanna Agnello, ha sfilato una Compagnia mista del Corpo di Polizia Penitenziaria, composta da 54 donne e uomini dei Reparti Territoriali, delle Specialità e delle Specializzazioni. La compagnia annoverava personale in servizio nei reparti degli istituti per adulti e minorili, nel Nucleo Traduzioni e Piantonamento (NTP), nel Gruppo Operativo Mobile (GOM), nel Laboratorio centrale per la Banca dati nazionale del DNA, nel Nucleo Investigativo Centrale (NIC), nell’Ufficio per la Sicurezza Personale e per la Vigilanza (USPeV), nel Gruppo di Intervento Operativo (GIO). E poi ancora istruttori di guida e di tiro, nell’addestramento formale e nelle tecniche di difesa personale, unità del Servizio Cinofili e Navale, piloti di droni (UAS) e matricolisti.
Una rappresentanza dei 36mila poliziotti penitenziari – fra cui circa 6 mila donne - che quotidianamente garantiscono, nel rispetto della Costituzione, il mantenimento dell’ordine e della legalità all’interno e all’esterno di 189 istituti per adulti e 17 istituti penali per minorenni. Che concorrono significativamente alla piena realizzazione del fine rieducativo della pena sancito dall’art. 27 della Costituzione. E che sempre più spesso contribuiscono anche a servizi di ordine e sicurezza pubblica, specialmente in occasione di grandi eventi nazionali. Un compito delicato e particolarmente complesso, unico nel panorama delle Forze dell’ordine. Un ruolo fondamentale per la sicurezza della Nazione che la Polizia penitenziaria assolve da 208 anni e per il quale ha pagato un alto tributo di sangue con i suoi 60 i caduti in servizio o vittime della violenza delle mafie e del terrorismo.
Poco oltre, infine, hanno sfilato anche 4 moto e 3 veicoli di ultima generazione in dotazione al Corpo di polizia penitenziaria. Le autovetture sono state progettate per garantire elevatissimi standard di sicurezza nel trasporto dei detenuti. In particolare quella allestita per le traduzioni dei detenuti sottoposti al regime di 41 bis o di alta sicurezza, che contiene una cella costantemente videosorvegliata dal personale del GOM che viaggia a bordo del veicolo. Per la prima volta, inoltre, ha sfilato il furgone operativo da ordine pubblico in dotazione al GIO, reparto specializzato istituito per fronteggiare situazioni emergenziali di elevata complessità all’interno degli istituti penitenziari.
La presenza della Polizia penitenziaria in Via dei Fori Imperiali è stata infine raccontata con le parole e le immagini di chi, dalle rispettive postazioni sulle tribune e per la prima volta in maniera massiccia, ha testimoniato quella voglia di esserci del Corpo. Prima di tutti la testimonial, la dirigente Carmela Finestra, che per il terzo anno consecutivo dalla tribuna stampa si è alternata ai microfoni delle principali radio e televisioni nazionali per illustrare in diretta le tante sfaccettature della Penitenziaria e il suo ruolo di Corpo unico. E poi la squadra video/foto/social al completo, composta dagli assistenti capo coordinatori Andrea Moscato e Francesco Pilagatti e dall’agente scelto Lorenzo Veroli, che dalle postazioni assegnate dallo Stato Maggiore della Difesa hanno documentato l’evento con suggestivi scatti e riprese, dall’Altare della Patria al passaggio delle Frecce Tricolori.
La Polizia Penitenziaria ha infine voluto portare la Festa della Repubblica anche lontano dai nostri confini. Una breve cerimonia dell'alzabandiera del Tricolore si è svolta infatti nel centro detentivo di Gjader in Albania.
