Ciclismo, Paternoster d’argento su pista, Bastianelli lampo al Nord
mar
03
2019
I pistard lottano per la maglia iridata sull’anello di Pruszkow, due passi da Varsavia (28 febbraio/3 marzo): alla fine ci mettiamo al collo l’argento di Letizia Paternoster nell’Omnium, ma il resto non è solo contorno, dal quarto posto nel Chilometro da fermo di Francesco Lamon agli altri metalli sfiorati da Letizia col quartetto dell’inseguimento e nella Madison.
Un dato, per inquadrare la vicenda: la trentina della Polizia Penitenziaria ha 19 anni, la maglia iridata l’ha ora indosso Kirsten Wild, monumento del ciclismo olandese classe 1982. Due i punti che hanno separato Letizia dall’oro mondiale – 117 a 115 in cifre – sono nulla in una maratona che dura un giorno intero, su quattro prove degne di un Ercole delle due ruote: Scratch, Tempo, Eliminazione e Corsa a punti. Ci vogliono le gambe, ma ci vuole anche esperienza: e le energie che la fiamma azzurra ha un po’ bruciato nella prova ad eliminazione, una specie di roulette russa con l’ultima del gruppo che se ne va ad ogni giro, sono forse mancate poi nella volata decisiva, dove i punti valgono doppio. Ma non sarebbe generoso guardare in casa d’altri, quando tanto dobbiamo ai nostri campioni: perché Letizia non si è certo risparmiata e nel velodromo polacco ha contribuito ai quinti posti dell’inseguimento a squadre e della Madison, in coppia con Maria Giulia Confalonieri. L’anno scorso erano arrivati due bronzi, stavolta finiamo a mani vuote: ma anche in questo caso c’è un patrimonio d’esperienza da mettere a frutto nella stagione che verrà, quando si parlerà di medaglie olimpiche ai Giochi di Tokyo. L’importante è esserci e farsi trovare pronti: il “trenino” azzurro, rinnovato e ringiovanito nei ranghi, ha enormi margini di miglioramento e la kermesse della Madison – quella che dalle nostre parti si chiamava l’Americana a punti – è una sfida che si rinnova ogni volta.
Attenzione anche a Francesco Lamon: da quella scivolata dopo 35” dell’inseguimento, che ha costretto il quartetto italiano ad un piazzamento di retrovia che certo non merita, alla medaglia sfiorata come neofita del Chilometro da fermo, rivelazione se ce n’è una della nostra spedizione iridata. Un minuto, poco meno o poco più, dove mettere tutto il possibile pedalando in apnea: questa è la prova regina del settore di velocità e il veneziano delle Fiamme Azzurre ha vinto una scommessa. Quarto posto a 132 millesimi di secondo dal podio: e 1’00”550 è primato italiano, per di più a livello del mare. D’accordo, Quentin Lafargue e Theo Bos sono fenomeni irraggiungibili: ma che dire di un ragazzo come Francesco, che si è messo in gioco praticamente dal niente in una specialità non sua e arriva ad un soffio dalla medaglia?
La strada, dove eravamo rimasti? A sì, alla vittoria di Letizia Paternoster alla prima uscita in Australia. Ora caliamo gli assi della specialità e fioccano i piazzamenti: Marta Bastianelli, campionessa europea in carica ed ex iridata, centra il primo traguardo che conta vincendo domenica 3 marzo la “Het Hageland” davanti ad una velocista di razza come Lotta Lepisto. E il giorno prima la troviamo alla piazza d’onore alla “Het Nieuwsblad”, sempre sulle strade del Belgio, sulla scia di Chantal Blaak: bel modo di preparare le Classiche del Nord, che l’anno scorso l’anno vista trionfare alla Gand-Wevelgem e alla Freccia del Brabante. Se la mammina di Lariano ha il kiler-istinct sulla linea d’arrivo, è invece più regolarista Elena Cecchini: ma anche la campionessa friulana ha iniziato con la gamba giusta, un secondo e un terzo posto nella Settimana Valenciana.
PRUSZKOW (28 febbraio/3 marzo) Campionati Mondiali di ciclismo su pista – Omnium F: (1) Kirsten Wild NED 117, (2) LETIZIA PATERNOSTER 115 (1/Scrtach, 7/Tempo, 3/Eliminazione, 13/Corsa a punti), (3) Jennifer Valente USA 106, (4) Yumi Kajihara JPN 106, (5) Annette Edmondson AUS 101, (6) Amalie Dideriksen DEN 100 (24 partenti); Madison F: (1) Kirsten Wild-Amy Pieters NED 33, (2) Georgia Baker-Amy Cure AUS 31, (3) Amalie Diderkisen-Julie Leth DEN 24, (5) LETIZIA PATERNOSTER-Maria Giulia Confalonieri 14; Inseguimento F: (1) Ashlee Ankudinoff AUS 3’25”971, (2) Lisa Brennauer GER 3’29”243, (3) Lisa Klein GER 3’29”473, (15) SIMONA FRAPPORTI 3’39”018; Chilometro da fermo M: (1) Quentin Lafargue FRA 1’00”029, (2) Theo Bos NED 1’00”388, (3) Michael D’Almeida FRA 1’00”826, (4) FRANCESCO LAMON 1’00”958 (4Q/1’00”550 NR); Inseguimento a squadre M: (1) Australia 3’48”012, (2) Gran Bretagna 3’50”810, (3) Danimarca 3’51”804, (10) Italia/Liam Bertazzo-Filippo Ganna-FRANCESCO LAMON-Davide Plebani 3’59”876; Inseguimento a squadre F: (1) Australia 4’14”333, (2) Gran Bretagna 4’14”537, (3) Nuova Zelanda 4’16”479, (5) Italia/LETIZIA PATERNOSTER-Martina Alzini-Elisa Balsamo-Vittoria Guazzini (4Q/4’20”065, 1R: S/Australia 4’13”913-4’18”528)
VALENCIA (10 febbraio) VUELTA VALENCIANA (1.2) – donne elite (88.3km): (1) Lotte Kopecky BEL 2h08”19, (2) Alice Barnes GBR st, (3) Nguyen Thi That VIE st, (77) TATIANA GUDERZO a 18”
SETMANA VALENCIANA (21/24 febbraio) Corsa a tappe donne elite (2.2) – classifica generale: (1) Clara Koppenburg GER 11h06’38”, (2) Soraya Paladin ITA a 37”, (3) Ashleigh Moolman RSA a 42”, (37) ELENA CECCHINI a 5’08”; 1^ tappa (21/2) Gandia (126km): (1) Ruth Winder USA 3h07’43”, (6) ELENA CECCHINI a 5”; 2^ tappa (22/2) Vila Real (100km): (1) Lotta Lepisto FIN 2h30’14”, (3) ELENA CECCHINI st; 3^ tappa (23/2) Castalla (110km): (1) Clara Koppenburg GER 3h01’13”, (42) ELENA CECCHINI a 5’22”; 4^ tappa (24/2) Sagunto (104km): (1) Lotta Lepisto FIN 2h27’19”, (2) ELENA CECCHINI st
NINOVE (2 marzo) Omloop Het Nieuwsblad (1.1) – donne elite (122.9km): (1) Chantal Blaak NED 3h20’58”, (2) MARTA BASTIANELLI a 1’09”, (3) Jip Van den Bos NED st, (12) ELENA CECCHINI st, (88) TATIANA GUDERZO a 13’07”
WINGE (3 marzo) Omloop van Het Hageland (1.1) – donne elite (132.6km): (1) MARTA BASTIANELLI 3h32’50”, (2) Lotta Lepisto FIN st, (3) Leah Kirchman CAN st, (51) TATIANA GUDERZO a 2’09”
