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Diario Paralimpico: Ari Dedaj sesta col record

set

16

2016
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Un altro metallo sfiorato ai Giochi Paralimpici di Rio (16 settembre): il terzetto dei fiorettisti azzurri, con il nostro Matteo Betti in pedana alla Carioca Arena, subisce due rimonte sanguinose nella pool da parte dei cinesi di Hong Kong e poi della Polonia, accontentandosi alla fine del quinto posto. Finale e primato italiano nella categoria T11 per la lunghista ipovedente Arjola Dedaj (sesta con il nuovo record a 4.51), mentre l’arciera Eleonora Sarti manca per un punto l’accesso alla zona medaglia del “compound”.

betti rioSe nella spada Matteo Betti aveva tenuto in piedi le speranze azzurre con assalti all’arma bianca nella pool eliminatoria, stavolta la fatica di quattro durissime giornate di gara si è fatta sentire. Proprio nel momento in cui il terzetto dei fiorettisti si affidava al suo veterano più esperto, lo schermidore senese ha avvertito in modo inatteso tutta la pressione del compito: le due rimonte subite nell’ultimo assalto dal cinese di Hong Kong Chan Wing Kin e dal polacco Dariusz Pender (poi argento con i suoi compagni) hanno alla fine condannato all’esclusione della formazione italiana dal tabellone principale. E anche stavolta è arrivato solo il quinto posto, nel “solito” duello contro i brasiliani. Davvero un peccato per Matteo, che avrebbe sicuramente meritato di chiudere la sua terza avventura olimpica con un altro podio, dopo il bronzo di Londra.

RIO DE JANEIRO (16 settembre) Scherma – fioretto a squadre M (ctg A): (1) Cina, (2) Polonia, (3) Francia, (5) Italia/MATTEO BETTI-Marco Cima-Emanuele Lambertini (5Q/0V-2S, S/Hong Kong 44-45, S/Polonia 42-45, F5/6: V/Brasile 45-14)

Neppure il Sambodromo ha portato fortuna stavolta ai nostri colori: e d’altronde si temeva che il duello negli Ottavi contro britannica Jodie Grinham, per Eleonora Sarti, sarebbe stato a rischio. Così è stato: la primatista del mondo ha ceduto le armi per un solo punto 132-133, purtroppo tutta la differenza del mondo in questi casi. E così, dopo l’esclusione del “mixed team” sempre col minimo scarto, ancora una volta la bestia nera degli azzurri ha avuto la meglio: condannando “Ele” ad un nono posto decisamente anonimo per un a come lei, che si presentava a Rio con ben altre ambizioni.

RIO DE JANEIRO (16 settembre) Tiro con l’arco – arco compound F (open): (1) Zhou Jiamin CHN, (2) Lin Yueshan CHN, (3) Kim Mi-Soon KOR, (9) ELEONORA SARTI (7Q/649, 32: bye, 16: S/Jodie Grinham GBR 132-133)

dedaj arjolaUn po’ delusa – nonostante i due nuovi primati personali – dopo le batterie dei 100 e dei 200 metri, Arjola Dedaj ha scaricato tutta la tensione del suo debutto olimpico sulla pedana del salto in lungo, che d’altronde è la sua specialità di parata: una bellissima gara, con il nuovo primato italiano a 4.51 (migliorato il 4.40 di Lorella Bernardo, che risaliva al lontano 1991), e soprattutto la conferma che l’atleta italo-albanese (arrivata a Rio con l’ultimo treno utile, dopo essere stata designata solo come riserva non viaggiante) è una vera e propria campionessa. Da segnalare il fatto che la new entry delle Fiamme Azzurre è stata la prima delle europee in una finale dominata dalla beniamina di casa Silvania Costa de Oliveira.

RIO DE JANEIRO (16 settembre) Atletica Leggera – lungo F (T11) finale: (1) Silvania Costa de Oliveira BRA 4.98 (+0.5), (2) Fatimata Diasso CIV 4.89 (-0.5), (3) Lorena Salvatini Spoladore BRA 4.71 (+0.6), (6) ARJOLA DEDAJ 4.51/+0.8 RN (N 4.24/+0.3 4.40/+0.1 4.38/+1.1 4.07/-0.3 4.51/+0.8)

Gara collettiva riservata a tre diverse categorie funzionali (C1-C2-C3) sul circuito di Pontal: e il fatto di compilare una classifica unica ha sicuramente penalizzato gli appartenenti alla prima, come il nostro Giancarlo Masini. Alla fine il bresciano è risultato il terzo della sua categoria paralimpica (dopo i due tedeschi Teuber e Winkler), ma nel ranking complessivo è solo 19°: un regolamento beffardo, se si considera che i primi sette della corsa – sulla distanza di 71.1km – sono tutti atleti classificati come C3. Tant’è: il ciclista delle Fiamme azzurre, che di certo non si è risparmiato tra strada e pista, torna a casa con il bronzo della cronometro (tra l’altro per frazioni di secondo rispetto all’argento) e quindi con la soddisfazione di almeno una medaglia.

RIO DE JANEIRO (16 settembre) Ciclismo su strada – prova in linea (C1-C2-C3), 71.1km – (1) Steffen Warias (C3) GER 1h49’11”, (2) Kris Bosmans (C3) BEL st, (3) Fabio Anobile (C3) st, (19) GIANCARLO MASINI a 6’09”

I nostri paralimpici in gara nelle prossime due giornate (ora italiana):

SABATO 17 SETTEMBRE

ATLETICA LEGGERA – Reduce dalla finale dei 200 metri, Giusy Versace affronta ora lo sprint puro nelle batterie dei 100 metri (ore 17.30): in caso di qualificazione scenderà nuovamente in pista all’Estadio Engenhao per la finale della categoria T43/44 nella notte italiana (ore 01.30). Alle 15.50 è in programma la finale diretta dei 400 metri T51 con la partecipazione del nostro Alvise De Vidi.

CICLISMO – Si chiude il programma su strada con la partenza (ore 14.45) della prova in linea riservata alle due categorie C4-C5: il nostro Andrea Tarlao (C5) è al via del circuito di Pontal.

DOMENICA 18 SETTEMBRE

ATLETICA LEGGERA – Come segnalato, la finale dei 100 metri per la categoria T43/44 è in programma alle 01.30: in caso di qualificazione, Giusy Versace sarebbe l’ultima atleta delle Fiamme Azzurre a presentarsi in gara nella XV edizione dei Giochi Paralimpici.