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Comunicati

Il bilancio di Rio 2016: non solo Pellielo

ago

21

2016
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L’argento di Giovanni Pellielo e tanti piazzamenti: al bilancio olimpico delle Fiamme Azzurre nei Giochi di Rio manca forse qualche metallo, soprattutto perché almeno un paio di podi sono stati accarezzati e poi sono sfuggiti anche per mancanza di fortuna. Nel complesso la prestazione ha confermato la solidità dell’impianto organizzativo del Gruppo Sportivo e la capacità di contribuire alle sorti del movimento sportivo nazionale.

Delle 28 medaglie portate a casa dalla spedizione azzurra solo una – quella di Giovanni Pellielo nella fossa olimpica – porta la firma delle Fiamme Azzurre: eppure i Giochi di Rio hanno confermato il ruolo centrale della Polizia Penitenziaria nel modello sportivo nazionale con le 19 qualificazioni ottenute con soli 89 effettivi nelle discipline olimpiche, una percentuale non riscontrabile in nessun altro sodalizio di mano pubblica. Il che vuol dire razionalizzazione delle risorse e un lodato e invidiato modello di bilanciamento tra costi e benefici: ma anche il dato sportivo ha la sua importanza ed è soprattutto nel momento delle vittorie e delle medaglie che i gruppi sportivi come il nostro giustificano la propria vocazione, favorendo la spinta identitaria dell’uomo della strada nei confronti delle istituzioni, attraverso uno strumento di potente penetrazione mediatica come lo sport di vertice (olimpico in particolare).

In termini puramente tecnici, l’avventura brasiliana delle Fiamme Azzurre non può che considerarsi positiva: tantissimi piazzamenti di valore, quanti mai si erano conseguiti in una precedente edizione dei Giochi. Mancano all’appello almeno un paio di medaglie, non considerando la questione in termini ipotetici bensì puramente realistici: la finale per l’oro nell’arco a squadre con Claudia Mandia nel terzetto azzurro è stata a portata di mano e solo uno sciagurato episodio ha trascinato di peso le ragazze italiane in una finalina per il bronzo che poi non è stata fortunata, mentre la coppia del “Nacra 17” Vittorio Bissaro-Silvia Sicouri è partita per la “medal race” con la concreta speranza di conquistare almeno l’argento.

Non si tratta perciò di invocare giudizi controversi, che pure non sono mancati (i veterani Clemente Russo e Aldo Montano ne sono un chiaro esempio): nell’arco e nella vela le medaglie erano già lì, pronte per essere agguantate, ed è mancato solo quel pizzico di fortuna che avrebbe del tutto cambiato le sorti delle competizioni.

Resta la consapevolezza di aver lavorato bene in questo quadriennio, sia pure tra mille difficoltà di reclutamento, e la volontà di fare ancora meglio ora che comincia il percorso verso Tokyo 2020: le Fiamme Azzurre sono al servizio dello sport italiano.

Per l’archivio, il resoconto dei nostri piazzamenti a Rio de Janeiro:

Giovanni Pellielo (Vercelli – 11 gennaio 1970) – Tiro a Volo – 2° classificato (MEDAGLIA D’ARGENTO) nella specialità della “fossa olimpica”

Claudia Mandia (Battipaglia, Salerno – 21 ottobre 1992) – Pugilato – 4^ classificata nella specialità arco olimpico a squadre e 33^ classificata nell’arco olimpico individuale (eliminata nel tabellone delle 64)

Clemente Russo (Caserta – 27 luglio 1982) – Pugilato – 5° classificato categoria “pesi massimi” fino a 91kg (eliminato nei Quarti di finale)

Vittorio Bissaro (Verona – 1° giugno 1987) – Vela – 5° classificato nella classe “Nacra 17”

Silvia Sicouri (Genova – 27 settembre 1987) – Vela – 5^ classificata nella classe “Nacra 17”

Giorgia Bordignon (Gallarate, Varese – 24 maggio 1987) – Sollevamento Pesi – 6^ classificata nella categoria fino a 63kg

Tatiana Guderzo (Marostica, Vicenza – 22 agosto 1984) – Ciclismo su pista e su strada – 6^ classificata nell’inseguimento a squadre e 14^ classificata nella prova su strada in linea

Simona Frapporti (Gavardo, Brescia – 14 luglio 1988) – Ciclismo su pista – 6^ classificata nell’inseguimento a squadre

Ilaria Bianchi (Castel San Pietro, Bologna – 6 gennaio 1990) – Nuoto – 8^ classificata nella 4x100m mista e 21^ classificata nei 100m farfalla (eliminata in batteria)

Michele Santucci (Castiglion Fiorentino, Arezzo – 30 maggio 1989) – Nuoto – 9° classificato nella 4x100m stile libero (eliminato in batteria)

Vincenzo Mangiacapre (Marcianise, Caserta – 17 gennaio 1989) – Pugilato – 9° classificato nella categoria “welters” fino a 69kg (eliminato negli Ottavi di finale)

Mattia Camboni (Civitavecchia, Roma – 26 aprile 1996) – Vela – 10° classificato nella classe “RS: X”

Aldo Montano (Livorno – 18 novembre 1978) – Scherma – 11° classificato nella sciabola individuale (eliminato negli Ottavi di finale)

Charlotte Bonin (Aosta – 10 febbraio 1987) - Triathlon – 17^ nella prova individuale

Elena Cecchini (Udine – 25 maggio 1992) – Ciclismo su strada – 20^ classificata nella prova in linea

Claudia Cesarini (Roma – 4 agosto 1986) – Pentathlon Moderno – 24^ nella prova individuale

Davide Uccellari (Modena – 11 ottobre 1991) – Triathlon – 34° nella prova individuale

Anna Incerti (Palermo – 19 gennaio 1980) – Atletica Leggera – non classificata nella maratona (ritirata)

Eleonora Giorgi (Milano – 14 settembre 1989) – Atletica Leggera – non classificata nella 20km di marcia su strada (squalificata)