Rio 2016, Pellielo ancora d’argento
ago
09
2016
Quarta medaglia olimpica, la terza d’argento, in sette presenze ai Giochi: passano gli anni, 24 dal debutto di Barcellona 1992, ma Giovanni Pellielo è ancora lì, a giocarsi l’oro più prestigioso. Anche a Rio, nel duello infinito con il croato Josip Glasnovic, una finale che si è trascinata fino al quarto piattello di spareggio. Il campionissimo delle Fiamme Azzurre si conferma il tiratore più medagliato del mondo: e per l’oro, olimpico, forse ci sarà tempo per Tokyo 2020.
pellielo.rio2Passano gli anni, 24 dalla prima delle sue sette partecipazioni olimpiche (da Barcellona ’92), ma Giovanni Pellielo è ancora lì, nella finale di Rio (8 agosto). E passano gli avversari: quelli che gli hanno strappato il massimo alloro olimpico o sono in pensione, come l’australiano Michael Diamond, o si sono persi nelle qualificazioni del “Centro Nacional de Tiro”, come il russo Aleksey Alipov, o hanno combattuto invano perdendo il bronzo nella finalina di Rio, come il ceco David Kostelecky (quarto qui, battuto dal britannico Edward Ling). L’avversario di “Johnny” Pellielo stavolta si chiama Josip Glasnovic, un emergente croato che ha quasi 15 anni meno del campionissimo delle Fiamme Azzurre: il vercellese ne ha contenuto l’assalto nella fase eliminatoria, chiudendo primo a 122/125 (due in più del rivale), ma con il nuovo regolamento conta poco, bisogna ricominciare da capo. Nella semifinale a sei, con 15 piattelli da rompere, passano i primi due: Glasnovic distrugge 15 bersagli, Pellielo uno di meno, ma non significa ancora niente. In finale si comincia nuovamente da capo, quello che è stato non conta nulla: il croato sbaglia per primo, ma Pellielo non riesce a cogliere il match point virtuale e fa un “doppio zero”, al settimo e ottavo piattello. Sembra finita, non è così: Glasnovic sbaglia ancora, sono 13 pari, e non basta per assegnare l’oro. Si va agli spareggi, fino al quarto turno di shoot-off: è lì che “Johnny” commette l’errore che lo condanna ancora una volta all’argento. Non si sa se gioire per l’ennesima medaglia o rammaricarsi per quel massimo titolo che sfugge ancora una volta: un alloro che non vuole farsi cogliere dal nostro portacolori, la gloria sportiva della Polizia Penitenziaria che pure ha vinto tanto, ha vinto tutto il resto. Tre europei, che in questo sport valgono quasi come un mondiale, e quattro titoli iridati, più di ogni altro tiratore di “fossa olimpica”, e ancora sette finali di Coppa del Mondo, quello che non è riuscito mai a nessun altro.
Per l’oro olimpico c’è ancora tempo: il mirino è già puntato su Tokyo 2020.
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando si è complimentato con il gruppo sportivo Fiamme Azzurre della Polizia Penitenziaria per il successo di Giovanni Pellielo, vincitore della medaglia d'argento nella fossa olimpica maschile.
Pellielo, alla settima olimpiade è uno degli uomini simbolo del gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria, a cui il ministro Orlando ha voluto far sentire la propria vicinanza, anche per supportare gli altri atleti impegnati nelle olimpiadi di Rio.
RIO DE JANEIRO (8 agosto) Tiro a volo – Fossa Olimpica M: (1) Josip Glasnovic CRO, (2) GIOVANNI PELLIELO (1Q-122/125, 2sf 14/15, f: 13/15 shoot-off 3-4), (3) Edward Ling GBR, (4) David Kostelecky CZE, (5) Ahmed Kamar EGY, (6) Massimo Fabbrizi ITA
